Amplificatori potenti, i migliori del 2021, costo, recensioni

Volete migliorare la qualità audio del proprio impianto per auto? La scelta di amplificatori potenti e dall’ampiezza sonora ben bilanciata è la soluzione ideale per ottenere ciò che si desidera, e poter così ascoltare musica in maniera ottimale. Ma come scegliere gli amplificatori per auto più giusti per i propri desideri? In questa guida ricordiamo sinteticamente come migliorare la potenza e le altre qualità indispensabili per avere a che fare con dispositivi di qualità ottimale, comprendendo quindi anche canali, impedenza e classe degli amplificatori. Molto spesso si fa l’errore di acquistare l’amplificatore prima di aver scelto gli speaker, da cui deriva una scarsa potenza rispetto alle proprie esigenze di ascolto.

Come misurare la potenza

Uno dei problemi che si presenta sovente quando si tratta di acquistare amplificatori potenti per auto è sapersi districare nel mare di sigle e formule che caratterizzano la potenza di un dispositivo audio: infatti circolano moltissime diciture e non tutte necessarie, ma invero frutto di precise strategie di marketing. Per non confondersi, e concentrarsi solo su ciò che effettivamente ha una ripercussione sulla qualità effettiva dell’apparecchio, ecco quali sono le tre unità di misura della potenza sonora, e come imparare a “leggerle”:

  • Potenza RMS: viene misurata in watt, ed è la fonte principale da considerare poiché indica la potenza continua che lo speaker è in grado di sostenere senza subire conseguenze dannose. Per chi ha l’esigenza di acquistare un amplificatore potente da collegare all’impianto audio preinstallato all’interno del proprio veicolo, deve guardare con attenzione a questo valore, il quale per soddisfare deve risultare superiore al 75 per cento fino a un massimo del 150 per cento, rispetto alla potenza RMS riportata per gli altoparlanti integrati nell’abitacolo
  • Potenza massima: il nome può disorientare, ma in realtà tale valore si riferisce esclusivamente all’energia complessiva che viene consumata. Si tratta pertanto di un indicatore potenzialmente fuorviante, giacché il consumo di norma è maggiore rispetto alla potenza vera e propria degli altoparlanti
  • Potenza di picco: anche questo valore viene riportato spesso nelle schede tecniche e nei volantini promozionali, oltretutto misurata in modi diversi a seconda dell’azienda produttrice. Di cosa si tratta? Questo valore indica la potenza massima che l’altoparlante è in grado di supportare per un semplice istante di breve durata

Gli speaker

Come abbiamo detto, prima ancora della potenza che si desidera è importante scegliere gli speaker aggiuntivi, ossia gli altoparlanti, che si vuole immettere nel proprio impianto auto. La scelta è piuttosto assortita, e può andare da un semplice subwoofer fino a sistemi più complessi comprendenti tweeter e woofer, in grado di coprire tutte le frequenze udibili dall’orecchio umano. Dal numero di speaker dipendono i canali utilizzati per emettere segnali audio all’amplificatore, per cui possiamo avere:

  • Amplificatore monocanale, che permette di collegare un solo subwoofer, ed è l’ideale per chi vuole ad esempio semplicemente aggiungere uno speaker dedicato all’enfatizzazione dei bassi
  • Amplificatore multicanale, che permette numerose opzioni, da 2 a 8 canali, e più è ampio tale numero, maggiori saranno le configurazioni possibili, effettuando anche collegamenti a ponte di più canali per un solo altoparlante, in modo appunto da migliorare la potenza.

Equilibrando potenza e speaker si riesce ad ottenere la massima efficienza possibile senza danneggiare l’amplificatore.

Altri parametri importanti

Nella scelta dell’amplificatore da acquistare per il proprio impianto auto ci sono altri parametri importanti da tenere presente, ad esempio l’impedenza, misurata in Ohm, un valore che indica la resistenza che l’amplificatore esercita sul suono. Minore è tale impedenza, maggiore sarà di contro il segnale audio in grado di viaggiare sul canale fino agli speaker. In ultimo bisogna ricordare la classe di appartenenza, alla quale corrispondono alcune peculiarità dell’impianto: tali classi sono così classificate

  • Classe A: è lo standard più datato, rimane costantemente attivo per cui è scarsamente efficiente dal punto di vista energetico, ma viene ancora utilizzato per l’ottima qualità di riproduzione e il basso livello di distorsione del suono. Ha dimensioni ingombranti e inoltre disperde una grande quantità di calore
  • Classe B: evoluzione dello standard precedente, si disattiva automaticamente quando non c’è alcun segnale da riprodurre, produce meno calore quando è in funzionamento e ha dimensioni più contenute. Tuttavia la qualità della riproduzione sonora è peggiore rispetto alla classe A, con potenziali distorsioni durante la riproduzione
  • Classe AB: una via di mezzo tra le due precedenti, migliorando l’efficienza energetica di A e la qualità sonora di B, senza però raggiungere il picco qualitativo di entrambe
  • Classe D: dimensioni compatte ed efficienza energetica top, necessita di appositi filtri per rimuovere le distorsioni sulle frequenze più alte

Il costo

La fascia di costo di amplificatori potenti va da un prezzo base di 20 euro per i prodotti più economici fino a modelli da  oltre 200 euro, quelli multicanale dotati di qualità sonora top nella riproduzione e standard di sicurezza elevati. Importante in ogni caso scegliere anche marchi importanti, come tra gli altri Pioneer, Kenwood o Sony, che garantiscono la massima qualità possibile anche nelle fasce di spesa più contenute.

Sono editor e giornalista pubblicista, mi piace condividere la passione per la tecnologia e strumenti di uso quotidiano con altri utenti del web

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